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Fotografie alla sbarra
Le fotografie dei soci analizzate e commentate dalla Redazione

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MESSAGGIO n. 8978
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Utente
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silvioleve
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Data
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12/01/2003
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Titolo foto
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autunno
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Testo
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Vorrei il vostro parere; mi dispiace per la poca nitidezza ma non sono riuscito a rendere l'effetto che ho sulle fotografie
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COMMENTO
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Utente
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Redazione
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Data
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22/01/2003
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Titolo foto
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Testo
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Visto che non hai inviato una scansione migliore, devo dire di questa. Lascio da parte la qualità del risultato finale della scansione, veramente tragica: farò finta di essere di fronte ad una foto normalmente riuscita come colori, contrasto, saturazione, grana. Prima di procedere, sapendo che sei alle prime armi col computer, avanzo l'ipotesi che probabilmente usi uno scanner piano con adattatore per pellicole; deve essere di qualità molto scadente, oppure non lo usi al meglio. Niente paura: tra qualche tempo e tante prove troverai il bandolo della matassa!
Veniamo all'immagine.
Non capisco perché hai dato un taglio verticale. Personalmente lo evito il più possibile, sia perché (come tutti!) ho gli occhi in orizzontale e quindi una visione panoramica ben distesa, e non soltanto una fetta verticale. Essendo poi un appassionato di proiezioni di diapositive in dissolvenza incrociata, trovo assolutamente controproducente mescolare immagini orizzontali e verticali.
Tutti facciamo fotografie verticali; ma credo che dovremmo farlo soltanto in quei (pochi) casi in cui questa scelta produce un effetto ben preciso. Anche i ritratti riescono spesso migliori con una inquadratura orizzontale; almeno così mi pare.
Nel tuo caso il taglio verticale contrasta con l'idea del fiume che scorre in orizzontale e non è sostenuto da un qualche elemento forte che fungesse da soggetto e che avesse un andamento verticale. In altre parole, se ci fosse stato un bell'albero emergente da tutti gli altri per forma e misura, allora avresti avuto un centro di interesse che avrebbe giustificato la tua scelta.
Il centro di interesse: qual è? Manca.
Poteva essere una barca, un pescatore, alcune papere, un branco di uccelli, un cielo tempestoso, un albero di colore completamente diverso dagli altri, una macchia colorata di fiori... chi più ne ha più ne metta. Manca il centro di interesse? Allora non bisogna scattare!
Bisogna spostarsi, cambiare angolatura, montare un obiettivo di lunghezza focale diversa, tornare un'altra volta o andare altrove. Ma non bisogna scattare se mancano le condizioni necessarie per avere una immagine che suggerisca qualcosa.
Che è come dire che prima di scattare bisogna chiedersi perché viene la voglia di farlo. Se si hanno delle risposte immediate e forti, allora si può scattare, ma sempre dopo avere studiato il soggetto, l'inquadratura, la luce e tutto il resto.
E' troppo complicato? E chi ha mai detto che sia facile fare delle belle fotografie? Ci vuole impegno, metodo, pazienza, tenacia, caparbietà, fantasia; specialmente all'inizio. Successivamente molte cose verranno d'istinto, tanto più facilmente quanto più si è portati ad avere una visione fotografica e dell'estro personale. Ma mai scattare a caso o tanto per farlo; ne usciranno immagini a caso, da cui non impareremo niente e che daranno ben poche soddisfazioni a chi le fa o le guarda.
Una cosa è certa: chi si impegna con metodo e continuità, pensando bene a quello che fa, dandosi delle buone basi tecniche ed espressive, osservando attentamente le opere degli altri, prima o poi arriverà a produrre belle fotografie.
Torno a dire che nel tuo portfolio ci sono immagini ben più valide, che lasciano ben sperare; questa molto meno.
ROMANO CICOGNANI
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