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Fotografie alla sbarra
Le fotografie dei soci analizzate e commentate dalla Redazione


 MESSAGGIO n. 5581
Utente 
Marco1
Data 
27/07/2002
Titolo foto 
Finestra Castelli della Loira
Testo 
Non mi ricordo di preciso quale castello fosse...


 
 COMMENTO
Utente 
Redazione
Data 
28/07/2002
Titolo foto 
 
Testo 
Il ricorso ad una cornice aggiuntiva tutto attorno alla scena che si vuole fotografare costituisce un artificio estetico che ha lo scopo di dare maggiore evidenza al soggetto. C'è da dire poi che la cornice in genere conferisce una maggiore profondità all'immagine nel suo insieme.

La cornice molto spesso è esterna al soggetto fotografato, altre volte (più raramente) fa parte in qualche modo della scena stessa; nel secondo caso l'interazione tra la cornice e l'incorniciato c'è per definizione. Nel primo caso, il più comune, la cornice fornisce soltanto un elemento teso a focalizzare l'attenzione verso l'interno, dando nel contempo un senso di profondità tipico di questa soluzione estetica.

Dopo questa la premessa, veniamo alla tua "Finestra sui castelli della Loira". E' innegabile che la cornice della finestra conferisca una notevole profondità, accentuata nella tua immagine dalla "larghezza" della cornice, notevole in basso e ai lati e decisamente vistosa in alto. Questa enfasi, questo rinforzo del concetto di cornice non ci dispiace affatto, perché ben si sposa con lo spessore dei muri; esso è facilmente intuibile dal davanzale e dagli stipiti. Sotto questo aspetto quindi si potrebbe instaurare una interazione utile e funzionale tra la cornice e quello che sta oltre; interazione che non ci sarebbe se la cornice della finestra fosse completamente nera.

Tutto a posto, quindi? No, tutto sbagliato, invece. Hai creato i presupposti per fare funzionare a dovere l'utilizzo della cornice; poi all'interno hai messo una scena male inquadrata, ripresa da troppo lontano e molto poco significativa. In altre parole, hai una bella cornice ed un pessimo quadro.

La cornice è un'arma a doppio taglio; la si usa per evidenziare ciò che si mette dentro, che deve essere all'altezza di questa esaltazione. E' come se usassimo un cannocchiale mentale, che fa concentrare l'attenzione su una zona più piccola eliminando il contorno. Con la tua finestra costringi l'osservatore a concentrarsi su una scena che, nel caso specifico, non merita tale sforzo. Metà dell'inquadratura è occupata da un cielo inespressivo e incolore; a sinistra ci sono edifici piccoli piccoli, che non sembrano poderose parti di castello ma semplici abitazioni circostanti. Il mezzo albero a destra, a tutti gli effetti, si comporta come una seconda cornice all'interno della prima, senza che ce ne sia la necessità.

Per riassumere. il guaio di questa immagine è che l'aspettativa creata dalla buona cornice va delusa a causa della scena insignificante al suo interno. Lì dovevano esserci pochi particolari ben evidenti, che mettessero in rilievo la tua idea di partenza: rappresentare un castello della Loira. Poteva essere una porzione delle mura, una torre, la parte di accesso all'interno, uno scorcio di giardino, carri agricoli o carrozze messi in mostra nel cortile. Oppure poteva trattarsi di un bel panorama su un castello vicino. Muovendo l'obiettivo e la macchina, nonché cambiando finestra se quella usata non offre una scena accettabile, si troverebbe la soluzione buona.

Come fare a ingrandire ciò che sta fuori? O scegliendo particolari molto più vicini alla finestra, o utilizzando un obiettivo con lunghezza focale maggiore, o entrambe le cose; è consigliabile il ricorso ad un treppiedi (non sempre possibile) o ad un buon appoggio, in modo da poter chiudere il diaframma per aumentare la profondità di campo.

Per chiudere, in questo genere di proposte è sempre più importante dedicare maggiore cura al quadro che alla cornice. La tua foto ne è una ulteriore testimonianza.

Romano Cicognani